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Piccionaia: tutti i significati dall’architettura al teatro

2021-03-25 08:49

Marica Musumarra

Approfondimento, Parole dello spettacolo, teatro, piccionaia, loggione, galleria, pubblico,

Piccionaia: tutti i significati dall’architettura al teatro

Termine originariamente tecnico-architettonico, “piccionaia” ricopre diversi significati (anche figurati). Ecco quali sono

Termine originariamente tecnico-architettonico, “piccionaia” ricopre diversi significati (anche figurati) appartenenti ormai al linguaggio d’uso comune. Ecco quali sono.


Il Festival di Sanremo è sinonimo di tradizione italiana. Ogni anno, il palco del Teatro Ariston viene calcato sia da cantanti emergenti (i cosiddetti “giovani”), sia da big della canzone nostrana che concorrono per aggiudicarsi la vittoria finale.

 

Quest’anno è stato tutto un po’ diverso dato che, causa Covid-19, è venuto a mancare un elemento fondamentale: il pubblico. Gli spettatori sono stati sostituiti prima da poltrone vuote, poi da palloncini con facce sorridenti e il loro consenso/dissenso soppiantato da applausi registrati. Insomma, un Festival sicuramente fuori dal normale che non ha potuto godere della presenza di ospiti seduti tra le prime file, lateralmente al palco o nella zona più alta (ed economica) del teatro: la piccionaia.

 

Termine originariamente tecnico-architettonico, “piccionaia” ricopre diversi significati (anche figurati) appartenenti ormai al linguaggio d’uso comune. Ecco quali sono.

Cosa significa “piccionaia”?

Etimologicamente parlando, con “piccionaia” si indica il locale posto all’ultimo piano delle vecchie case, prevalentemente quelle di campagna. Spesso coincidente con il sottotetto, è la zona dedicata all’allevamento dei piccioni, tanto da essere chiamata anche “colombaia”.

 

Nelle case più comuni, invece, la piccionaia corrisponde alla soffitta. Chi abita, infatti, in una mansarda o, in generale, nella parte più alta di un’abitazione subito sotto il tetto, potrebbe tranquillamente affermare di abitare all’interno di una piccionaia. 

 

Da qui si può facilmente intuire perché anche la parte più alta della galleria di un teatro venga definita piccionaia, nonostante il termine più corretto sia “loggione”. Il pubblico stesso che vi trova collocazione viene chiamato così, sfruttando il termine per indicare un gruppo di persone che guarda uno spettacolo dal punto più alto di un teatro. 

Significato letterale di “piccionaia”

Partendo dal primo significato prettamente letterale del termine “piccionaia”, quindi, si indica una forma architettonica utilizzata in diverse epoche per allevare i colombi chiamata anchetorre colombaia”. 

 

Tipica delle abitazioni rurali fin dal lontano medioevo, questa torre era particolarmente cara ai regimi feudali che si servivano dei colombi per la caccia, la concimazione dei terreni, alimentarsi e proteggersi. Possedere dei colombi era un vero e proprio diritto dei feudatari che, nel corso del tempo, decidono di impiegarli anche in ambito militare, per mandare delle comunicazioni o per esercitarsi al tiro al piccione. 

 

Il secondo significato, invece, è legato all’architettura teatrale: per “piccionaia” si intende la parte più alta della galleria o dei palchi di cinema e teatri tanto che, come prima accennato, gli stessi spettatori vengono definiti allo stesso modo. Trattandosi di una zona decisamente distante dalla scena è, di norma, destinata a un pubblico di estrazione sociale modesta che, a differenza di chi sta seduto in platea, ha una visuale decisamente peggiore. 

Significato figurato di “piccionaia”

I significati figurati di “piccionaia” nascono proprio da quelli letterali, dando vita a modi di dire ed espressioni ironiche e spesso scherzose.

 

Si potrebbe sentir dire, ad esempio, “tirare sassi alla piccionaia”: letteralmente, si indica qualcuno che tira una pietra verso la zona destinata ai colombi. In realtà, si intende “fare danno a se stessi, ai propri amici o al proprio gruppo”, conferendo al termine un significato più metaforico e sentimentale. Sarebbe come fare del male a un proprio simile, o a una persona cara, attraverso un tradimento o un colpo basso. 

 

Ma non solo: con “tirare sassi in piccionaia” si indica anche creare scompiglio e trambusto causando effetti collaterali. Effettivamente, se si tirasse fisicamente una pietra su un gruppo di colombi, questi comincerebbero a svolazzare e a grugare (o tubare) all’impazzata recando parecchio fastidio.

 

In teatro si sente spesso pronunciare la frase “i fischi/gli applausi della piccionaia” con chiaro riferimento agli spettatori che alloggiano nel loggione, così come “la piccionaia è in delirio/estati”, per indicare lo stato d’animo del pubblico al suo interno. 

 

In ultimo, con tono estremamente scherzoso, dire “rivolgersi a una piccionaia” può indicare l’avere a che fare con gruppi di persone poco furbe, poco sveglie, rumorose e non particolarmente intelligenti. In questi casi, “piccione” e “gallina” possono essere facilmente interscambiabili: ad esempio, le espressioni “cervello di piccioneocervello di gallina” intendono entrambe qualcuno con capacità intellettive limitate, o “sembra di stare in una piccionaia” e “sembra di stare in un gallinaio” sono semplicemente dei modi gentili per evitare di dire chiaramente di trovarsi in mezzo a persone (a proprio avviso) stupide. 


 

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