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Come diventare un clarinettista: la musica come mezzo di espressione

2021-11-08 08:00

Marica Musumarra

Professione artista,

Come diventare un clarinettista: la musica come mezzo di espressione

Cosa serve per diventare un clarinettista? A spiegarlo è Luigi Zimmitti, un professionista del clarinetto e del sax, con la sua storia e la sua esperienza!

Suonare uno strumento richiede studio, impegno e tanta passione; ne sa qualcosa Luigi Zimmitti, clarinettista e sassofonista di professione, oltre che insegnante. Una vita segnata da viaggi, esibizioni e tanta voglia di crescere e migliorarsi!


Quando la musica ce l’hai nel sangue non puoi di certo ignorarla; lo sa bene Luigi Zimmitti. clarinettista e sassofonista di professione che, a soli 12 anni, inizia un percorso musicale intenso e variegato che, nel corso degli anni, lo ha portato ad ottenere successi e gratificazioni.

 

Non solo: la sua passione si è riversata anche sulla voglia di trasmettere tutto il suo sapere e la sua esperienza nei giovani talenti attraverso l’insegnamento, che ha preso come una vera e propria missione per, come lui stesso afferma, “scrivere righe nere su pagine bianche”.

 

Conosciamo un po’ meglio la storia e la figura di un professionista del clarinetto e del sassofono, dagli esordi agli ultimi eventi in programma.

L’amore per il clarinetto

“Il mio percorso inizia all’età di 12 anni e mezzo con una gran voglia di fare musica”: esordisce così Luigi che, fin da bambino, esprime il desiderio di poter suonare con la banda del paese di origine. “A 18 anni mi sono iscritto al Conservatorio di Catania e, una volta terminato, ho iniziato a prendere lezioni private, tanto che a 22 anni suonavo già in giro”.

 

Fin da giovanissimo, quindi, Luigi sa perfettamente quale sarà la sua strada: dal 1986 al 1998 collabora con il Teatro Vincenzo Bellini di Catania, ma è nel 1998 che incontra il suo mentore, ovvero il maestro Karl Leister. “Con lui ho collaborato per ben 11 anni - racconta Luigi - suonando il clarinetto, senza mai abbandonare il mio amore per il sax”. 

 

Il desiderio di conoscenza e miglioramento spinge Luigi a dare, ancora una volta, un’occhiata all’estero: “Dopo il primo viaggio a Ibiza - spiega - mi sono reso conto di come andassero le cose; ecco perché continuo ad andare spesso alla scoperta di come debbano essere allestiti e organizzati gli spettacoli dal vivo, dall’abbigliamento alla performance in generale. Grazie ai miei numerosi viaggi sono riuscito a costruire sia il mio personaggio, sia le mie esibizioni. Al contempo, mi reco spesso in Austria e a Berlino per visitare conservatori e teatri; e ogni volta imparo sempre qualcosa di nuovo”. 

“Mi ritengo abbastanza versatile: passo da un genere all’altro, in modo decoroso, senza scadere nell’eccesso e mantenendomi su quello che posso e riesco a fare”. 

La musica come mezzo di espressione

La musica, per Luigi, non è solo passione: racchiude un significato profondo, quasi catartico, che gli ha permesso di poter esprimere se stesso nel modo a lui più congeniale. “Sono balbuziente - racconta - e se oggi ho accettato questo mio “difetto”, da bambino non mi risultava semplice farlo. Non ero uno di quei bambini che poteva leggere la preghiera durante la Messa della domenica, per esempio; di conseguenza, ho dovuto trovare un luogo sicuro, che mi permettesse di farmi conoscere senza parlare”.

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Le note musicali, per Luigi, equivalgono alle parole: universali, primordiali, che tutti possono comprendere pur non parlando la stessa lingua. “Per me la musica è espressione di ciò che sono - continua - perché è un’arte che arriva direttamente all’anima. A volte ti fa stare male, altre ti consola, altre ancora ti rende felice. A mio avviso, se non stai male e non tocchi il fondo non puoi né crescere, né migliorare”.

“Non bisogna mai dimenticare di cadere: si cade per poi rialzarsi, sicuramente con sofferenza, ma più forti di prima. Se mentre suoni pensi alla morte o alla gioia, riesci a dare un colore diverso al suono che emetti e, di conseguenza, a quello che trasmetti a coloro che ti ascoltano”.

L’importanza dello studio e del supporto della famiglia

Secondo Luigi, se si vuole intraprendere questa strada sono due le cose necessarie: iniziare fin da piccoli e avere il supporto della famiglia. “Bisogna diffidare dai millantatori - sottolinea - per questo è fondamentale la presenza dei genitori. Devono seguire i loro figli affinché studino e siano supervisionati da un vero maestro”.

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E lui, in quanto maestro, sprona i suoi allievi ad “andare alla fonte”: “La Germania, la Francia e città del nord Italia come Milano e Roma sono, per me, la fonte: permettono di entrare a contatto con i contesti giusti, a seconda dell’obiettivo che si intende raggiungere. Puoi esplorare i teatri, conoscere le orchestre, capire come funzionano”. 

“I ragazzi sono pagine bianche, quindi è fondamentale scriverci sopra nel modo più adeguato, altrimenti è difficile cancellare le sbavature”.

E aggiunge: “Il mio obiettivo principale è di evitare ai miei allievi di ricevere il meno possibile delusioni e porte in faccia. Ecco perché cerco di farli partire con un bagaglio culturale adeguato e, esattamente come si fa con i propri figli, so quando arriva il momento di lasciarli andare per vederli sbocciare da soli”.

“Fai il clarinettista se...

… sei pronto a studiare intensamente, qualsiasi sia lo strumento” afferma Luigi. E conclude: “Se non si investe il tempo necessario non si arriva da nessuna parte. Lo studio sta alla base di tutto, e comprende anche la teoria collegata alla storia di un brano, del suo compositore e della sua epoca. Solo conoscendo tutto questo è possibile immedesimarsi e suonare al meglio delle proprio capacità”

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Clarinettista e sassofonista, Luigi Zimmitti e’ un poliedrico e versatile musicista specializzato in strumenti a fiato. Vincitore di concorsi nazionali e internazionali, componente importante di tante orchestre sinfoniche si è sempre distinto per la sua spigliata musicalità, sviluppatasi attraverso un’intensa attività artistica.

Nato a Siracusa,  si è diplomato in clarinetto sotto la guida  di Vincenzo  Di Pietro. Ha proseguito poi     gli studi di perfezionamento con Karl Leister, Richard Stoltzman, Romeo Tudorache, Fabrizio Meloni, Vincenzo Mariozzi e Ciro Scarponi, Ronald Van Spaendonch, partecipando altresì  ai corsi di perfezionamento di musica da camera tenuti da  Chantal De Buchy e da Aldo Tramma.

Ha studiato direzione di banda con Jo Conyaerts (Olanda) e con Fulvio Creux, in corsi organizzati  dall’AMBIMA  e ha approfondito gli  studi  di propedeutica musicale con G. Piazza, A. Conrado e C. Paduano.

 

Diretto da prestigiosi direttori d’orchestra di fama internazionale, dal  1986 al 1998 ha  collaborato, come  clarinettista e sassofonista, con l’Ente Autonomo Regionale Teatro Vincenzo Bellini di  Catania   ed  inoltre ha collaborato come 1° clarinetto con l’ente Lirico  “Impresa Lirica”, organizzazione Eur   di Pesaro. 
 

Dal 2003 ha collaborato come assistente ai corsi tenuti dal   M° Karl Leister.

Come solista e in formazioni cameristiche è stato premiato in vari concorsi nazionali ed internazionali, tra cui:  T.I.M. ( Roma semifinalista 1993 e 1994); concorso A.M.A. Calabria ( I° premio 1993 e 1994, II° premio 1998, I° primo non assegnato);  I°  concorso nazionale di clarinetto Scicli 1993  (I° premio come solista); concorso nazionale di musica da camera “Città di Modica”  1993  (III°  premio),  1994  (I°  premio); VII° Concorso Nazionale  “Vanna Spadafora” ME (I° premio)  ;  concorso di musica da camera e solisti “Il Clarinetto italiano nel ‘900” Perugia (I° premio);  Ibla   Grand Prix (Ragusa) (finalista); concorso Internazionale di Sanguinetto (Verona) (finalista); concorso   Europeo di Musica “Valle del Barocco” Modica (RG) 2001  (IV°  premio);  concorso Internazionale  musica da camera “Premio Seiler”  Palermo 2001 (I°  premio); I° concorso Europeo musica da camera Venetico Superiore ME 2003   (II° premio); concorso nazionale Barcellona Pozzo di Gotto ME  (I° premio);   I° concorso Europeo di musica da camera “Campobello di Licata (AG)” (I° premio assoluto), dove è stato invitato a suonare a Bruxelles per una tounè nel 2005.
Ospite come solista in gruppi  di strumenti a fiato (wind group) e da camera, ha effettuato delle tourné in Spagna (Valencia “Palau de la Mùsica”, Villalonga “Agrupacio Musical de Villalonga”,  negli   Stati Uniti (Stato del Connecticut City of Middletown: Wesleyan University Auditorium, Veterans Home, ST. Sebastian Church,  Sout Green Park  Main ST., Sons  of Italy Auditorium, Palmer Field Washington ST;  Portland town Hall,  Auditorium Rocky Hill;  Boston S. Domenico Society), in Olanda (Kerkrade)  e  in  Cecoslovacchia (Brno for Internationales Blasmusiktreffen)  riscuotendo grande consenso da parte del pubblico e della critica. 

 

Nel novembre del 1998 ha collaborato con l’Orchestra  Giovanile Siracusana come solista. 
Nel novembre del 2000 ha suonato in duo con il M° Bruno Canino  presso la sala Borromini di Roma.   
In formazioni di Orchestre a fiato ha vinto primi premi nei seguenti concorsi nazionali ed internazionali: Bellante (TE); A.M.A. Calabria , Valencia (Spagna), Cecoslovacchia, Pesaro, Salsomaggiore, Frosinone, Saint Vincent Val D’Aosta.

La sua attività    discografica comprende la produzione di propri  lavori quali  Resumè, Musaik, Concerto all’italiana,  … e so fattu va Kussy!  Altri cd live sono Trio classico e non solo,   Le quattro Stagioni (versione classic/jazz).

In merito al suo lavoro discografico “MusaiK”, Karl Leister ha dichiarato:  “… questo CD si distingue per un’eccezionale impostazione del programma, una tecnica eccellente, per i  bei suoni e per una  particolare musicalità”.
Nel cd “Concerto all’italiana” Claudio Paradiso ha scritto: Ho la fortuna di poter condividere l’amicizia con quell’artista dalle mille sorprese e dalle infinite risorse che è il clarinettista Luigi Zimmitti. 

 

In virtù di tale privilegio ho avuto l’opportunità di ascoltare in anteprima la sua ultima fatica discografica dal titolo “Concerto all’italiana”. 
Si tratta di un disco coerente e ben congegnato sotto il profilo musicologico per vari motivi che cercherò di riassumere brevemente. 
Intanto si tratta di un’antologia di autori italiani, dove composizioni originali per clarinetto solo o clarinetto e pianoforte (Bellini, Donizetti, Rossini) sono riunite insieme a trascrizioni su temi d’opera (tutte le altre. È presente anche l’immancabile Carnevale di Venezia) secondo la diffusa tradizione ottocentesca. Laddove le opere liriche interessate sono comunque di autori italiani. 
Un disco che è dunque un breve saggio – dal punto di vista clarinettistico – sulla vita strumentale del XIX secolo italiano, ancora oggi ritenuto un periodo esclusivamente votato alla vocalità. Ciononostante siano tutti a conoscenza dei grandi virtuosi italiani che, al pari dei colleghi cantanti, dominavano i palcoscenici di tutta Europa e che come i precedenti riuscivano a stregare gli ascoltatori e dar luogo a incredibili leggende. Come poter mai dimenticare i nomi di Paganini, Piatti, Bottesini, Cavallini, Briccialdi, Giuliani, Fumagalli? Nomi ormai impressi indelebilmente nella storia universale degli strumenti che essi suonarono. 
Luigi in questo CD ricapitola tutto questo: riunisce opere inedite del primo ‘800; accosta opere originali a parafrasi; reindossa i panni dei suoi grandi antenati virtuosi; esalta la tipica cantabilità italiana (fin nel ‘bis’, inaspettato e toccante, di Anema e Core). 
Cinquantuno minuti di divagazioni e di emozioni.

Con l’Orchestra di Fiati Accademia Euterpe ha inciso il CD “Orchestra di Fiati” e, per la casa editrice “Scomegna”, ha partecipato all’incisione del CD “Miroirs”, con l’esecuzione di brani inediti. 
 

Dal 1997 lavora al progetto “classic-jazz”, che prevede la rielaborazione di brani classici e jazzistici (dall’arrangiamento all’esecuzione).

Anche nel campo della musica leggera e jazz svolge intensa attività e dal 2009 collabora con il “Jazz festival Sergio Amato” di Canicattini Bagni (SR) nel quale, nell’edizione 2010, ha avuto uno strepitoso successo di pubblico e critica. Ha collaborato  con  le stelle del Jazz:  Lee Konitz,  A.M. Peterson,  Lo Cascio,  E. Rava, Amato jazz trio e con  l’orchestra del Brass group di Catania. 
 

Ha effettuato master class con Giorgio Gaslini,  Paolo Fresu, Franco D’Andrea, Bruno Tommaso.

 

Affianca all’attività concertistica un’intensa attività didattica: docente di clarinetto al I° Istituto Comprensivo “Marconi-Veneto” di Lentini, all’Istituto Musicale  “G. Privitera” di Siracusa e alla  Scuola Comunale di Musica “Emanuele Carta” di Melilli (SR). Ha ricevuto a Siracusa il “Premio Corrado Maranci”, nel 2003, e il premio internazionale “Il Paladino d’Oro”, con menzione speciale per le sue doti musicali, nel 2011.


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